MUSEO ROSENBACH - ZARATHUSTRA lp SUPER RARE ITALIAN PROG MONSTER
    58
  $   67

 


€ 58 Sold For
Jul 28, 2015 Sold Date
Jul 18, 2015 Start Date
29   Number Of Bids
  Italy Country Of Seller
eBay Auctioned at
 
save auction  

Description

RARO LP ITALIAN PROG 

Formazione (1971-1973):

Alberto Moreno: basso

Giancarlo Golzi: batteria

Pit Corradi: tastiere

Stefano “Lupo” Galifi: voce

Enzo Merogno: chitarra

Alla fine degli anni sessanta la fusione di due gruppi provenienti dalla zona di Sanremo, Il Sistema e  La Quinta Strada, porta alla formazione di una nuova band inizialmente chiamataInaugurazione del Museo Rosenbach (dal cognome di un editore tedesco traducibile in “ruscello di rose”, scelto da Alberto Moreno, l’intellettuale del gruppo). Inizialmente la band si dedica alla riproposizione di brani di Jimi Hendrix, The Kinks, The Animals, Steppenwolf, Otis Redding e Wilson Pickett.

Nel 1972 la band composta da: Pit Corradi (hammond, mellotron, vibrafono, piano, farfisa), Stefano “Lupo” Galifi (voce), Giancarlo Golzi (batteria, percussioni), Enzo Merogno (chitarra, voce) e Alberto Moreno (basso), con il nome contratto in Museo Rosenbach, viene contattata da Angelo Vaggi della Dischi Ricordi, che stava lanciando numerosi gruppi progressive (Banco del Mutuo Soccorso, Reale Accademia di Musica, ecc.), con la quale la band firma un contratto. In quel periodo il gruppo aveva già composto il materiale per “Zarathustra”, album che viene pubblicato dalla Dischi Ricordi nel 1973. L’album, ottimo esempio di rock sinfonico, è una delle pietre miliari del progressive italiano. L’opera è interamente un lavoro di Moreno, con i testi a tema (secondo i canoni del concept album) nati da una sua ricerca filologica e tradotti in liriche dal paroliere Mauro La Luce.

Nonostante l’impegno della Dischi Ricordi l’album si rivela un insuccesso commerciale, soprattutto a causa dell’errata valenza politica che gli viene attribuita: la copertina dell’album, concepita da Cesare Monti (grafico della casa discografica) e realizzata in collaborazione con la compagna Wanda Spinello, raffigura un inquietante volto umano, realizzato con la tecnica del collage, su un fondo nero. Tra i vari oggetti inseriti nel collage compare anche un mezzo busto di Mussolini, mentre sul retro copertina figura un braccio con tanto di laccio emostatico e siringa infilata in vena. L’orientamento progressive italiano del tempo, che vedeva la maggior parte dei gruppi dichiaratamente schierata a sinistra, non favorì la promozione del disco. È proprio per tentare di uscire da questa uniformità un po’ conformista che si era fatta quella scelta: il gruppo era stato vittima della sua stessa provocazione. Si aggiunga poi che il tema dell’album ruota attorno all’opera “Così parlò Zarathustra” del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, generalmente frainteso come ispiratore di ideologie totalitarie. A poco valsero le smentite della Dischi Ricordi e degli stessi membri del gruppo, superficialmente tacciati di fascismo, il Museo Rosenbach viene marginalizzato dai contesti musicali dell’epoca, e censurato persino dalla Rai. Il gruppo riesce a partecipare al Festival di Musica d’Avanguardia e di Nuove Tendenze di Napoli, ma poco dopo finisce per sciogliersi.

sony records oramai considerato una seconda pressing!!!!!!!


NOTA VINILI /BOX COLLEZZIONE PRIVATO---


price rating