CSI La terra la guerra una questioneprivata+Tabula Rasa
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Jan 6, 2011 Sold Date
Dec 30, 2010 Start Date
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Description

CSI La terra la guerra una questioneprivata Tabula Rasa

C.S.I.
Consorzio Suonatori Indipendenti
 
"La terra, la guerra, una questione privata" + "Tabula Rasa"
3 LP in tutto - vinile mai girato
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La terra, la guerra, una questione privata
ALBUM DOPPIO
NUOVO MAI SENTITO
 
LA TERRA
Lato A
1) CAMPESTRE
2)  ESCO
Lato B
1) FUOCHI NELLA NOTTE DI SAN GIOVANNI
LA GUERRA
2) GUARDALI NEGLI OCCHI
3) LINEA GOTICA
Lato C
1) CUPE VAMPE
2) MEMORIE DI UNA TESTA TAGLIATA
UNA QUESTIONE PRIVATA
3) IN VIAGGIO
Lato D
1) DEL MONDO
2) ANNARELLA
3) IRATA
4) GUARDALI NEGLI OCCHI (ripresa)
 
LA TERRA
Le colline, le cascine, i boschi, i campi, le forme e i colori delle Langhe in una serena ed assolata giornata d'autunno, poi Alba, la chiesa di San Domenico. Volte gotiche, fredde, austere, sospettose di quel palco al posto dell'altare. Cominciamo a suonare ed Ë il panico, tutto rimbomba acuto e fragoroso. L'idea di registrare la serata ci appare ora in tutta la sua arroganza: niente che funziona, la tensione che sale. Sconsolati, fermarsi, guardarsi negli occhi... ricominciamo... forzare la tensione, concentrarsi sull'intenzione, contenersi. Non Ë un concerto, Ë una serata in onore e a memoria di Beppe Fenoglio.
 
LA GUERRA
La sera la chiesa si riempie di colpo, qualcuno costretto a restare fuori non s'arrende e continua a lungo a rimarcare la propria rabbia alimentando il nostro disagio, ma alle prime note risulta evidente che la situazione  mutata. Le arcate gotiche, soddisfatte accolgono, amplificano e colorano le voci, i suoni, assegnando loro spazio sacro, spazio architettonico e mentale. L'emozione materiale, palpabile, spesso consolante, per qualcuno dolorosa. Allarga i sorrisi, trema i cuori, riempie di lacrime gli occhi. E' intima, squisitamente individuale e insieme collettiva. Fa bene essere tanti e stretti, scalda.
 
Gli applausi esplodono fragorosi, una necessità fisica subito controllata e sopita, incontenibile e timorosa, consapevole, d'istinto, di essere parte di qualcosa di sacro. Non  Ë un concerto, Ë una serata in onore e a memoria di Beppe Fenoglio, ad Alba, nella chiesa di San Domenico.
 
UNA QUESTIONE PRIVATA
Picchia duro. Riascoltata un anno dopo la registrazione ci ha turbato. Abbiamo deciso di fermarla, di trasformarla in un disco. Un disco eccessivo che non si puÚ tenere nascosto, nÈ si puÚ consumare a cuor leggero. Difficile da gestire. Non Ë un disco live, nemmeno un concerto, Ë una serata in onore e a memoria di Beppe Fenoglio. Un luogo, un pubblico, un contesto irripetibile.
 
Uscirà il 29 gennaio 1998, ci accompagnerà durante il "mimporta 'nasega" tour, ma non ce ne sarà traccia in quei concerti. Verrý ritirato dal mercato il 1   maggio 1998. Non Ë una questione economica, Ë una questione privata.
 
Giovanni Lindo Ferretti
Scaletta dell'album:
La terra: Campestre - Esco - Fuochi nella notte di San Giovanni
La guerra: Guardali negli occhi - Linea gotica - Cupe vampe - Memorie di una testa tagliata
Una questione privata: In viaggio - Del mondo - Annarella - Irata - Guardali negli occhi (ripresa)

C.S.I.  
Consorzio Suonatori Indipendenti
album vinile: T
abula Rasa Elettrificata
Lato A
1)   UNITA’ DI PRODUZIONE
2)   BRACE
3)   FORMA E SOSTANZA
4)   VICINI
5)   ONGII
Lato B
1)     GOBI
2)     BOLORMAA
3)     ACCADE
4)     MATRILINEARE
5)     M'IMPORTA 'NA SEGA
 
DISCO NUOVO MAI SENTITO

Nel Consorzio si parla poco, molto poco, di musica. La si fa, la si produce, la si promuove. Inizi di Dicembre, nella cucina di Gianni a Firenze attorno ad una tazza di caffË, il chiaro che si insinua tra le fessure della finestra, gli occhi e le orecchie pieni delle tre notti del Maciste al Cencio's di Prato. Parole sbocconcellate e incerte sul nuovo disco dei CSI, poche idee e ovvie: non deve essere Ko De Mondo nÈ Linea Gotica, deve essere una sferzata di energia, deve essere nella sua complessitý, diretto, di impatto immediato, forte e resistente. » terminato da poco l'ultimo concerto dei CSI prima dell'entrata in studio. Palco stretto, musicisti accatastati, impianto minimo, anche meno, 2 fari bianchi, 2 blu, 1 rosso. Tutta l'energia, lo spazio, la luce solo nelle canzoni, nella musica, nel concerto. Niente contorno. L'essenza: strumenti e voci, il loro intersecarsi, il loro impasto, tensione e piacere fisico, psichico, emotivo.
"calore che irradia in onde rotonde".
Dieci giorni dopo a Carpineti (RE) nel bar delle "Scuderie" trasformato in studio, Gasparini monta l'impianto e ognuno prova il suo strumento. Gianni, in piedi, suona il basso, Ë sciolto, potente, travolgente. Gigi suona la batteria e pesta duro, io entro, come sempre, in ritardo e di fretta e mi scappa da ridere, inveisco contro Gigi: "Dove c...o eri quando i CCCP, nella tua sala prove, cercavano un batterista", e comincio a urlare nel microfono, "che la terra Ë pesante non si puÚ sollevare...sogno tecnologico bolscevico, Atea Mistica Meccanica". Maroccolo sorride, entra compatta, a sostegno, la chitarra di Giorgio. Mi viene in mente una scritta sul muro, a Firenze, anni fa: "M'importa 'na sega". Una illuminazione, lo sguardo compiaciuto mio e di Massimo. La voglia speranza che arrivasse davvero un gruppo che, nei fatti, nella musica, desse questa sensazione gioiosa, tollerante, strafottente, energetica, vitale. Mai arrivata? Che tocchi a noi? A 40 anni? Certo se Gianni e Giorgio e Francesco continuano cosÏ m'importa 'na sega ci compete. Si vedrý. Io lavoro con Ginevra, Ë il mio personal computer, lei memorizza le mie linee melodiche, mi aiuta a sistemarle, aggiunge e toglie, insieme maestra e allieva, presenza vitale, indispensabile perchÈ io ho poco tempo e meno testa e un'ora con lei vale ore e ore da solo. Quanto vale Ginevra? Molto, molto pi˜ di quanto appaia. Volentieri attacco Francesco, le sue idee sempre cosÏ a modo, cosÏ per bene, il suo essere sempre un ottimo musicista, il giusto studio, la naturale predisposizione, il suo sguardo roseo e solare: "Magnelli, fai cagare, ascolta questa chitarra (Forma e Sostanza) questo Ë quello che serve, non i tuoi pianoforti. Energia, potente, anche un po' di cattivo gusto, Magnelli, datti da fare, non fai niente".
"Ferretti quella chitarra Ë la mia tastiera".
. Ferretti ride e se ne va via felice, davvero, non ha molto tempo, ma non Ë necessario pi˜ di tanto. Io e Massimo torniamo dalla Mongolia, gli altri non si sono mossi da casa. Io e Massimo viaggiando per l'Asia abbiamo perso pezzi, ormai inutili, qualcuno fastidioso, abbiamo guadagnato spazio, fuori e dentro, abbiamo perso anche parole, moltissime parole. Molte, che restano, non si possono pi˜ usare, hanno un loro posto, dignitoso.
"non tornerò mai dove ero già".
 "ho dato al mio dolore la forma di abusate parole che mi prometto di non pronunciare mai più".
 
 » possibile comunicare un cambiamento, una perdita, una liberazione, senza parlarne direttamente. Non abbiamo voglia di raccontare niente del viaggio, non siamo etnologi, nÈ giornalisti, nemmeno viaggiatori. Io leggo ai musicisti attoniti le nuove parole del disco. Non c'Ë niente da discutere, le parole sono quelle, i testi delle canzoni si faranno sulla musica che comincia a comporsi. Chiediamo ai CSI che si lavori attorno ad una canzone mongola tradizionale e tutta la notte la casa Ë cullata dalle voci di Ginevra, Francesco e Giorgio che provano e montano il loro OM MANI PADME OM.
"CI³ CHE DEVE ACCADERE ACCADE" e a volte il problema non Ë altro che la soluzione che si sta manifestando.
 
Il disco va via veloce. I musicisti, suonando, elaborano le strutture musicali, Maroccolo produce, Zamboni Ë la Mongolia, lontana, silenziosa, determinante, la voce arriva ultima, si lascia trasportare e definire e stabilizza la struttura musicale. Un viaggio negli spazi esterni e nel proprio intimo si sta trasformando in una manciata di canzoni, già in scaletta, capace di ricomporre una unità tra chi ha viaggiato e chi no. Dieci canzoni, sette tappe geografico mentali.
 
UNITA’ DI PRODUZIONE: Mosca, l'ex Unione Sovietica, l'adolescenza.
BRACE: l'entrata in Asia, il fuoco che cova sotto la cenere, l'infanzia.
FORMA E SOSTANZA: Ulaan Bator nei giorni del Nadaam.
VICINI: la creazione, le creature, l'essenza.
ONGII: un monastero distrutto, una cittý nel deserto, la nostalgia dolorosa per ciÚ che Ë stato e non c'Ë ma Ë.
GOBI: il deserto, l'immenso, il vuoto, il profondo, OM MANI PADME OM.
BOLORMAA: l'incontro con una piccola Dea, vera popstar mongola, canzone dedicata a Mara con questo sottotitolo e Mara impara, Mara lo sa già, Ë solo una ribattuta in un momento difficile.
 Poi il ritorno a casa, la complessitý dell'inutile, la mediocritý come sistema unico attorno a cui organizzare la vita, alcune grandi sorprese e allora
ACCADE una constatazione, un insegnamento molto utile anche se non sufficiente e facile a fraintendersi.
MATRILINEARE  un rilancio, prima o poi capiremo cosa vuol dire davvero.
M'IMPORTA 'NA SEGA proclama finale. Attestato di esistenza, volo basso, ma volo.
 
In venti giorni il disco Ë impostato e in scaletta. La musica continua a muoversi, a muoverci intorno a lei. Nessuna discussione, piccole contestazioni, l'idea che finalmente i CSI sono un gruppo, entitý collettiva bastante a sÈ e di soddisfazione. Si cumula anche tensione, ma finisce, elettrificata, nei giri musicali, nelle melodie su cui si muovono e si adagiano le parole. Abituato alle discussioni, anche furiose, che hanno caratterizzato Ko De Mondo e soprattutto Linea Gotica, a volte di sostanza, doverose, a volte di contorno, stupide e inevitabili, reclamo la lite, cosÏ per abitudine.
  risponde Giorgio. Sorride infame. Il disco Ë finito, partono i premix per la PolyGram, bisogna pensare alla copertina, arriva Diego Cuoghi che una copertina l'ha preparata per piacer suo. Scambio di pacchetti. La copertina Ë perfetta per contenere e presentare un disco che Diego non ha ancora sentito. Sorpresa. Reciproca sorpresa. Indubbiamente qualcuno ci conosce bene.
 
 Tabula Rasa Elettrificata Ë un disco dedicato alla Mongolia. Non Ë un disco esotico, ancor meno etnologico o popolaresco. Forse Ë l'unico disco rock nella storia dei CCCP/CSI. Della Mongolia c'Ë quello che giý faceva parte di noi, ciÚ che Ë stato riconosciuto come nostra componente fondante. Molte conferme, una sicurezza lieve ma inappellabile nel lasciare perdere ciÚ che non ci riguarda. T.R.E. Ë il disco della nostra etý di mezzo, un colpo d'occhio puro, un battito di cuore emozionato, non rovinato dalla vita, piuttosto aiutato a crescere, a cogliere la complessitý del reale e la linearitý del proprio percorso. L'uomo Ë molto meno di ciÚ che si pretende o molto di pi˜ di ciÚ che si Ë disposti ad accettare. Si possono accettare le sconfitte pi˜ brucianti, ma si deve scegliere il bene e non c'Ë altro modo di praticarlo nella quotidianitý, nella banalitý anche. "Buona Giornata". Credo, tra l'altro, che T.R.E. sia un disco d'amore, parola la pi˜ abusata e squalificata e insieme l'unica nuova, sferzante, continuamente reinventata. Come sia potuto accadere Ë difficile a dirsi, ma questa Ë la lettura pi˜ intrigante, pi˜ vera?
"E non Ë facile. Mai"
P.S. Anche una sega va fatta bene. Lei, che non Ë come dire niente. Niente? Niente, va bene, se fatta bene.
 
GIOVANNI LINDO FERRETTI


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