CROSSBONES - CROSSBONES - LP - VINILE - HEAVY METAL ITALIANO RARISSIMO
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Mar 13, 2016 Sold Date
Mar 11, 2016 Start Date
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Description

CROSSBONES

CROSSBONES (1989)

LP INTROVABILE DI UNA BAND STORICA ITALIANA DI HEAVY METAL  CLASSICO

DI SEGUITO UNA RECENSIONE DEL DISCO:

I Crossbones si formarono nel 1981 grazie al chitarrista Dario Mollo, che iniziò la sua fortunata carriera musicale proprio con questo gruppo. La band iniziò a farsi notare suonando molto dal vivo, sperando di partecipare a qualche competizione rock italiana. Successivamente i Crossbones ottennero spazio anche nella compilation "Metallo Italia", che vedeva la presenza di band come Vanexa, Raff e Steel Crown. Il brano che proposero era "I'm Tired", del quale fù girato anche un video.

Nel 1986 Dario incontrò Keith Woolven, produttore di Thin Lizzy e UFO, e misero "Italian Rock Invasion" in un'altra compilation. Con Keith, Dario, ci lavorò per molto tempo, continuando la collaborazione con l'omonimo disco dei Crossbones e gli altri cd dei The Cage. I Crossbones suonarono anche all'Hammersmith Odeon di Londra con i Fil Di Ferro e i Touch Of Devil, riuscendo ad eseguire una performance impressionante, ottenendo molti eloggi dalla rivista Kerrang!

La formazione era composta da Dario Mollo alla chitarra, Giorgio Veronesi alla voce, Ezio Secomandi alla batteria e Fulvio Gaslini al basso.Il disco dei Crossbones uscì nel 1989. Il sound della band è accostabile ad un classic metal italiano, tipo i Vanexa, ma con molti riferimenti all'AOR e a qualche riferimento epic. Furono girati anche due video, ovvero le belle "Fallen Angel" e "The Promised Land", e nelle nove canzoni, contenenti nell'album, si possono trovare pochissimi cali di tensione.

L'opener "Fallen Angel" è introdotta da un riff movimentato e ben promettente, dove Veronesi subentra con la sua grintosa voce da puro rocker. La track si mantiene su ritmi hard'n'heavy, prima di esplodere nella sua bellezza e nella sua melodia nel sorprendente refrain. La band ci propone già una summa di tutto l'album, ovvero, ritmi movimentati e ritornelli dotati di grande originalità, arricchiti a volte da un sound AOR. Grande pezzo!

La massiccia "Iron In The Soul", (già dal titolo si capisce tutto), presenta riff e sezione ritmica molto più veloce, rispetto a "Fallen Angel", e una grande dose di energia! Una canzone che si può accostare facilmente al suono dei connazionali Vanexa di "Back From The Ruins" e dei Crying Steel, mentre molto originale è la voce acuta e melodica di Veronesi. Un buon lavoro è svolto anche dalle tastiere, che rendono il tutto molto più interessante, mentre nel secondo minuto troviamo un bel bridge melodico, impreziosito dalla presenza dei cori che hanno delle sonorità quasi ghotic!!

La quarta traccia, "Cry From The Heart", è una delle più belle dell'album! Una rullata del batterista introduce il buon riffing e la convincente voce del cantante, che questa volta è ricca più che mai di phatos. Il ritornello è qualcosa di stupendo e la sua melodia è veramente da brividi... tutto questo reso molto più affascinante dall'atmosfera epica che crea la tastiera. Gli assoli di questo brano sono l'ennesima dimostrazione della tecnica di Dario Mollo. "The Promised Land" è aperta dal bel dialogo chitarra-tastiera, mentre la magistrale prestazione del vocalist riesce a catturare l'attenzione dell'ascoltatore, trasportandolo fino all'emozionante ritornello. Grandissima atmosfera delle puntuali tastiere, che mi ricordano alcuni lavori, tipo "Big City", degli Elektradrive e sembrano anticipare perfino qualche melodia dei Rhapsody!!

"Venom" è un buonissimo esempio di AOR metal, dove un riff di basso viene raggiunto dai veloci riff e dall'orecchiabile refrain, che riprende alcune sonorità dei Cinderella e di Alice Cooper di "Poison". Molto bello! L'ultima canzone del disco è "Fire", introdotta da un sound molto malinconico e dalla voce di Veronesi ricchissima di phatos, facendoci pensare ad una power ballad tipo i Poison. Invece in pochi secondi la melodia iniziale viene spazzata via da un metallico riffing e da una sonorità heavy-epic tipo Ronnie James Dio. Dopo il potentissimo refrain si arriva ad un originale bridge, dove la tastiera fà assumere al brano un tono epico e solenne. Successivamente si ritorna sugli schemi selvaggi iniziali e ad una cascata di assoli e virtuosismi ad opera di Mollo. Una canzone eccezionale che conclude in modo ottimo e soprendente quest'altro lavoro, ormai introvabile, di puro metal italiano! Ogni commento è superfluo... si spera solamente il ritorno di band di questo calibro, soprattutto in Italia, in modo che si dimostri che l'Italia è il paese della vera musica.

IL DISCO E' STATO ASCOLTATO SOLO UN PAIO DI VOLTE, PER CUI E' IN UN OTTIMO STATO DI CONSERVAZIONE

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